dalla Redazione di Liquida
Milleproroghe, Napolitano bacchetta le Camere
Il decreto Milleproroghe passa alla Camera, ma dal Quirinale arriva un duro richiamo: Giorgio Napolitano, punta il dito contro l'eccessivo ricorso alla presentazione di emendamenti, spesso fuori contesto, ai decreti da trasformare in legge
© Elisabetta Villa/Getty Images Entertainment
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La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe con 336 Sì, 61 no e 13 astenuti.
Il testo passa ora alla firma del Capo dello Stato dal quale però arriva un duro richiamo alle Camere. Napolitano ha infatti inviato una lettera ai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e al premier Mario Monti, per invitare le Camere ad abbandonare l'abitudine di ammettere emendamenti eterogenei ai decreti legge nel corso dell'esame parlamentare e per valutare l'ammissibilità attenendosi ai criteri di "stretta attinenza e relative finalità".
Giorgio Napolitano ha inoltre ricordato che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 22 del 2012, depositata lo scorso 16 febbraio, ha annullato alcune disposizioni del Milleproroghe dello scorso anno (Dl 225/2010) proprio per "estraneità alla materia e alle finalità" del provvedimento. Il Presidente della Repubblica, che ha anche ribadito di non disporre di un potere di rinvio parziale alle Camere, ha rilevato come ci siano stati emendamenti "in nessun modo ricollegabili" al provvedimento, che "avrebbero dovuto trovare più corretta collocazione in un distinto apposito decreto legge" e ha chiesto di modificare, se necessario, i regolamenti parlamentari, per non esporre le norme dei decreti legge al rischio di annullamento da parte della Corte costituzionale.
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